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C’era un errore: i neutrini non sono più veloci della luce


 

 neutrini non sono più veloci della luce. Il contrordine rispetto alla notizia data dall’équipe dell’esperimento “Opera” (foto) il 23 settembre dell’anno scorso è arrivato ieri sera con un comunicato dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN) parzialmente smentito due ore dopo dal responsabile dell’esperimento Antonio Ereditato (Università di Berna), secondo il quale occorrono nuove verifiche prima di dichiarare chiusa la questione. I neutrini ritenuti superluminali vengono emessi al Cern di Ginevra e catturati da “Opera” nel Laboratorio sotterraneo del Gran Sasso a 732 km di distanza. Con sorpresa i fisici hanno rilevato un arrivo anticipato di 60 miliardesimi di secondo sulla velocità della luce. Si tratterebbe invece di effetto ingannevole dovuto al collegamento in fibra ottica tra il ricevitore GPS e il rivelatore. Questo il comunicato INFN: “La Collaborazione Opera ha identificato due effetti che potrebbero sostanzialmente influenzare i risultati riportati. Il primo è legato all’oscillatore usato per produrre i time-stamp degli eventi tra due sincronizzazioni col sistema GPS. Il secondo riguarda la connessione della fibra ottica che porta il segnale GPS al “master-clock” del rivelatore. I due effetti possono modificare il tempo di volo dei neutrini in senso opposto. La Collaborazione intende realizzare una ulteriore misura della velocità dei neutrini appena un nuovo test sarà possibile nel corso del 2012.”

 

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“Nature”: nuovo studio sull’esplosione di Eta Carinae

 

Il fascicolo di “Nature” del 16 febbraio pubblica uno studio su Eta Carinae (foto) che porta nuove informazioni sul grandioso fenomeno di un secolo fa che fece di questa stella il secondo oggetto per luminosità del cielo australe. La “grande eruzione” di Eta Carinae fu osservata per una ventina di anni tra il 1838 e il 1858. Si trattò in realtà di una parziale esplosione della stella che le fece superare per dieci anni il “limite di luminosità di Eddington”. Eta Carinae si trova a poco più di settemila anni luce da noi. La ricerca, con la prima firma di A. Rest (Space Telescope Institute), ha rilevato “echi di luce” dovuti ai gas eiettati il cui spettro mostra solo righe in assorbimento. Si tratta quindi di materia notevolmente più fredda di quanto ci si aspetterebbe da una supergigante di tipo compreso tra G2 e G5, la cui temperatura è dell’ordine di 5000 kelvin. L’effetto Doppler indica un moto di espansione a 210 chilometri al secondo, in buon accordo con le previsioni. La quantità di materia complessivamente lanciata nello spazio durante l’esplosione del diciannovesimo secolo risulta pari a circa dieci masse solari.

    

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NEWS 2012



M51 (AGGIORNAMENTO MAGGIO 2012)


IC342
(AGGIORNAMENTO MAGGIO 2012)


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M105-NGC3384-NGC3389
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M81
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NGC-2403
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IC410

NGC-281

NGC-5070

NGC7635

SH2-101

NGC7822

IC-1805
Una strana nebbia al centro della Via Lattea
 

C'è sul piano della Via Lattea una nube diffusa di ossido di carbonio, e il centro della Galassia è avvolto in una misteriosa foschia di microonde. Lo rivela il satellite europeo "Planck", che da poco ha girato la boa di mille giorni di funzionamento nello spazio (fu lanciato il 14 maggio del 2009). Lo scopo principale della missione è disegnare la mappa della radiazione cosmica di fondo con una risoluzione mai raggiunta prima.
Il risultato di questo lavoro, fondamentale per la cosmologia e per una verifica della teoria del Big Bang e dell'"inflazione", si avrà soltanto tra un anno. Ma intanto la mappa dell'ossido di carbonio e della "foschia" offrono spunti molto interessanti per gli astrofisici. La mappa delle nubi di ossido di carbonio è la prima davvero completa.
Quanto alla "foschia", l'interpretazione più probabile è che si tratti di radiazione di sincrotrone connessa all'esplosione di supernovae. Si ha questa radiazione quando particelle atomiche cariche (elettroni, protoni) si muovono a velocità relativistiche in un campo magnetico che le costringe a deviare dalla loro direzione.
La "foschia" però è diversa da quanto ci si aspettava: la sua densità è maggiore salendo verso frequenze più elevate delle microonde, e quindi a energie più alte. Si potrebbe quindi ipotizzare che ciò dipenda dall'anichilazione di materia e antimateria.
Altre informazioni nel comunicato dell'ESA e nel video della conferenza stampa che ha presentato i dati:

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