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La stella più tonda che c’è

Si chiama Kepler 11145123 ed è l’oggetto naturale più sferico mai osservato nell’Universo. Si trova a 5000 anni luce di distanza dalla Terra, e la sua sfericità è stata misurata con la tecnica dell’astrosismologia

Il Sole è per tutti noi l’oggetto celeste perfetto, il più prezioso… in fondo ci permette ogni giorno di vivere le nostre vite e neanche ce ne accorgiamo. Lì fuori, però, c’è qualcosa di ancora più stupefacente della nostra stella madre. Si tratta di Kepler 11145123, la stella più tonda dell’Universo, e si trova a 5000 anni luce di distanza dalla Terra: per essere precisi non è mai stato trovato alcun oggetto (neanche pianeti) dalle proporzioni sferiche così precise. Le stelle, in generale, non sono esattamente tonde, perché la forza centrifuga (dovuta alla rotazione) le schiaccia ai poli, rendendole, se non più simili a dei palloni da rugby che a dei palloni da calcio, comunque sfere non perfette. Di recente (vedi Media INAF), infatti, i telescopi spaziale Kepler e Swift hanno individuato 18 stelle, fra giganti e subgiganti, proprio a forma di zucca, in pieno tema Halloween! Insomma, più ruotano velocemente, più sembrano deformate.

Ma la stella trovata dal gruppo di ricercatori guidati da Laurent Gizon è speciale, anche per la tecnica con cui è stato misurato il suo livello di schiacciamento. Esperti dal Max Planck Institute e dall’Università di Göttingen sono riusciti a effettuare misurazioni senza precedenti utilizzando metodologie tipiche dell’astrosismologia – lo studio delle oscillazioni delle stelle. Mentre il Sole (che ruota con un periodo di circa 25 giorni all’equatore) ha un raggio equatoriale di 10 chilometri più largo rispetto a quello dei poli (dunque molto più sferico della Terra, che pur essendo enormemente più piccola presenta una differenza di 21 chilometri), il team di ricerca ha scoperto che la differenza tra i raggi equatoriali e polari della stella Kepler 11145123 è di soli 3 chilometri – una quantità incredibilmente piccola, visto che il raggio medio della stella è di 1,5 milioni di chilometri. Cosa significa? La sfera di gas stellare è sorprendentemente rotonda.

Gizon e i suoi colleghi hanno osservato che Kepler 11145123 è il doppio del Sole, e ruota tre volte più lentamente della nostra stella. L’oggetto è stato selezionato perché presenta delle oscillazioni puramente sinusoidali. Le espansioni e le contrazioni periodiche della stella possono essere rilevate tramite le fluttuazioni nella luminosità della stella. Proprio il telescopio della NASA ha osservato numerose oscillazioni della stella ininterrottamente per più di quattro anni e sorprendentemente, la stella è ancora meno schiacciata rispetto a quanto previsto vista la sua velocità di rotazione. Gli autori propongono che la presenza di un campo magnetico a basse latitudini potrebbe rendere la stella quasi perfettamente sferica.

Le missioni spaziale TESS e PLATO saranno particolarmente utili per continuare questo tipo di studi sul magnetismo stellare in sistemi lontani da noi, che poi è il fenomeno che porta a scolpire la forma delle stelle.

Per saperne di più:

 Articolo originale QUI.

 

 


 

 

FONTE

 

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NGC7129-7142
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M52-NGC7635
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IC1396
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IC1396
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M42
 
VDB9 finale
 
Lagoon nebula
 
Cintura di Orione
 
doppio ammasso del Perseo

NGC 654- 663

NGC4244

 MG51

 NG7331

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  Tulip Nebula

IC5070
 

SH2_157

NGC7822
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NGC891 crop
AGGIORNAMENTO SETTEMBRE 2013

NGC891
AGGIORNAMENTO SETTEMBRE 2013

NGC7217
AGGIORNAMENTO SETTEMBRE 2013

 IC1318

 Rosetta Nebula
ACQUISIZIONE GIACOMO ZACCHI 
ELABORAZIONE PAOLO PINCIAROLI

 SAC DO 5

 IC1396


M27 narrow
GENNAIO 2013


IC10

(AGGIORNAMENTO GENNAIO 2013)


2012



M33

M33

IC 10

NGC5907

NGC6946

IC4955


M51 (2012)


IC342
(2012)


M94


M105-NGC3384-NGC3389


M81


NGC-2403


ANNO 2011

 
IC410

NGC-281

NGC-5070

NGC7635

SH2-101

NGC7822

IC-1805
Una strana nebbia al centro della Via Lattea
 

C'è sul piano della Via Lattea una nube diffusa di ossido di carbonio, e il centro della Galassia è avvolto in una misteriosa foschia di microonde. Lo rivela il satellite europeo "Planck", che da poco ha girato la boa di mille giorni di funzionamento nello spazio (fu lanciato il 14 maggio del 2009). Lo scopo principale della missione è disegnare la mappa della radiazione cosmica di fondo con una risoluzione mai raggiunta prima.
Il risultato di questo lavoro, fondamentale per la cosmologia e per una verifica della teoria del Big Bang e dell'"inflazione", si avrà soltanto tra un anno. Ma intanto la mappa dell'ossido di carbonio e della "foschia" offrono spunti molto interessanti per gli astrofisici. La mappa delle nubi di ossido di carbonio è la prima davvero completa.
Quanto alla "foschia", l'interpretazione più probabile è che si tratti di radiazione di sincrotrone connessa all'esplosione di supernovae. Si ha questa radiazione quando particelle atomiche cariche (elettroni, protoni) si muovono a velocità relativistiche in un campo magnetico che le costringe a deviare dalla loro direzione.
La "foschia" però è diversa da quanto ci si aspettava: la sua densità è maggiore salendo verso frequenze più elevate delle microonde, e quindi a energie più alte. Si potrebbe quindi ipotizzare che ciò dipenda dall'anichilazione di materia e antimateria.
Altre informazioni nel comunicato dell'ESA e nel video della conferenza stampa che ha presentato i dati:

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